Coronavirus: milioni di contagi nei mattatoi

Dopo gli ospedali e le residenze per anziani, la terza tipologia di ambiente per numero di contagi da Coronavirus è rappresentata dai mattatoi. Sembrerebbe essere un fenomeno globale, tanto che in quasi tutti i Paesi del mondo si sono registarti alcuni nuovi focolai negli impianti dedicati alla macellazione di animali. In Italia, ad esempio, in un’azienda di Bari si sono presentati oltre 70 dipendenti positivi al test per il Coronavirus. In Germania, invece, gli infettati nel settore della macellazione sono stati quasi un migliaio, mentre negli Stati Uniti oltre cinquemila; leggermente migliore la situazione in Francia, che ha contato un centinaio di infetti, così come in Spagna, Canada ed Irlanda. Gli Stati Uniti, che sono i più grandi consumatori di carne al mondo, con 120 kg medi di consumi pro capite annui, hanno visto vacillare l’approvvigionamento di bistecche ed hamburger: molti stabilimenti hanno dovuto chiudere, almeno fino a quando Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che ha imposto alle aziende di continuare l’attività nonostante i pericoli sanitari. Una scelta ampiamente discussa e che, sicuramente, non ha aiutato a fermare la diffusione del virus.

Gli scienziati starebbero cercando di individuare le cause dei focolai nei mattatoi ma, come quasi per ogni dettaglio che riguarda questa nuova forma di influenza, esse sarebbero ipotetiche e provvisorie. Almeno una risposta, però, viene ripetuta da tutti gli esperti: le possibilità che il contagio avvenga tramite il contatto con le carni degli animali sono pressochè inesistenti; il virus, infatti, si trasmette da un lavoratore all’altro. La difficoltà sta nel comprendere le cause dei contagi poichè, già prima dell’arrivo del virus, gli impianti di macellazione erano organizzati secondo protocolli igienici piuttosto rigidi. In tutti i Paesi, tali locali, sono sottoposti all’obbligo di prevedere l’utilizzo di protezione per tutti i lavoratori: mascherine, guanti, cuffie e camici.

Al momento le ipotesi più quotate in merito ai contagi nei mattatoi riguardano l’ambiente e la distanza. Alcuni studiosi sembrano ritenere che l’ambiente chiuso ed umido possa favorire la trasmissione del virus; inoltre, negli impianti di lavorazione, è necessario lavorare a distanza ravvicinata parlando a voce alta.

L’epidemia che si è sviluppata tra i lavoratori dei mattatoi e delle industrie alimentari non rappresenta comunque, come si è già detto, una minaccia diretta per i consumatori di carne: la malattia, infatti, si contrae per via respiratoria, non alimentare. Inoltre la cottura è in grado di eliminare qualunque agente patogeno.

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